Accordo di filiera per il grano biologico

Di   9 maggio 2018

È stato siglato il più grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte.

L’accordo di filiera (Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai-firmato dagli agricoltori italiani e Gruppo Casillo) prevede la fornitura 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione. L’intesa ha una durata di tre anni con la possibilità di una proroga per altri due, per un totale di 5 anni. L’accordo rafforza così la leadership dell’Italia in Europa nel numero di imprese che coltivano biologico con 72.154 operatori e 1.796.363 ettari, con un aumento del 20% su base annua.

Una domanda che spinge l’offerta, specie al Sud

Sei italiani su dieci (60%) nel 2017 hanno acquistato almeno qualche volta prodotti biologici a conferma di una decisa svolta salutista nei consumi alimentari. I prodotti bio sono infatti vissuti come una garanzia di qualità sempre dal 60% di italiani.
La domanda bio ha così spinto l’aumento delle produzioni soprattutto di cereali (+32,6%). A livello territoriale la maggiore estensione delle superfici bio è registrata in Sicilia con 363.639 ettari, cui seguono la Puglia con 255.831 ettari e la Calabria con 204.428 ettari.

Grano italiano

L’accordo per il grano bio è anche una risposta alla domanda dei consumatori che chiedono in misura crescente la garanzia di italianità della pasta acquistata come dimostra la rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Felicetti, da Alce Nero a Rummo, da Fdai-firmato dagli agricoltori italiani fino a ‘Voiello’ che fa capo al gruppo Barilla,e a Divella che in questi anni ha avviato un percorso di filiera in Puglia con grano 100% italiano frutto della ricerca Sis, società leader nel settore sementiero.

Quanto grano si produce in Italia

Attualmente l’Italia produce 4,3 milioni di grano DURO su una superfice di un milione e 350mila ettari di coltivazioni con 1,74 milioni di tonnellate importate dall’estero delle quali 0,44 dall’Unione europea e 1,3 milioni da paesi extracomunitari a partire dal Canada dove il grano viene trattato in preraccolta con il glifosato secondo modalità vietate in Italia.