Caos permessi agricoli di circolazione in Lombardia

Di   5 febbraio 2018

Niente autorizzazioni per i mezzi agricoli a causa del nuovo sistema informatico adottato dalla Regione.

MILANO – La digitalizzazione dei processi è spesso fonte di risparmio di tempo e di soldi per le imprese. È a questa logica che le imprese e la Pubblica Amministrazione dovrebbero ispirarsi. Ad esempio, tenendo distinti i mezzi agricoli e i trasporti eccezionali. Così UNCAI e CAI Lombardia invitano Regione Lombardia ad adeguare il nuovo programma informatico per il rilascio dei permessi di circolazione delle macchine agricole eccezionali alla realtà delle strade di campagna. “Il programma informatico è già usato in Emilia-Romagna senza problemi – fanno sapere i due sindacati di agromeccanici –; Regione Lombardia l’ha però modificato con assurde implementazioni, che in alcune province stanno causando diversi disagi”. Le due associazioni contestano alla Regione l’obbligo di inserire nel programma il percorso del mezzo agricolo, quando esso è invece a discrezione del conducente. Il Codice della strada riconosce, infatti, all’operatore la facoltà di “accertare direttamente, sotto la propria responsabilità, la permanenza delle condizioni di percorribilità di tutto l’itinerario prescelto, nonché l’esistenza di eventuali limitazioni, anche temporanee, presenti lungo lo stesso”. Questo perché le autorizzazioni vengono richieste e rilasciate tempo prima dell’effettivo viaggio e possono avere una durata fino a 24 mesi.

Spesso si tratta di strade di campagna, che collegano un appezzamento all’altro, neppure mappate dal programma, implementato per l’autotrasporto e non per i trasferimenti dei trattori pesanti. Inoltre il più delle volte gli spostamenti sono di pochi chilometri. Descriverli con precisione potrebbe richiedere più tempo del tragitto stesso. Inoltre, un’associazione di categoria, incaricata dal contoterzista di ottenere il permesso, come può avere la certezza del percorso che avverrà giorni se non settimane dopo l’autorizzazione? E l’operatore come può ricordarselo? E se le condizioni meteo imponessero una variazione del percorso? Intanto è caos permessi di circolazione in Lombardia con alcune province di buon senso che hanno preferito procedere seguendo le vecchie procedure cartacee e altre che, scegliendo di adottare i nuovi criteri, non sono in grado di rilasciare i permessi in tempo per l’imminente avvio della campagna agricola.

Oltre a richiedere il percorso, il sistema informatico ha altri bachi: richiede di allegare documentazione non prevista, non rispetta il termine massimo di 24 mesi consentito per alcune tipologie di mezzi e, soprattutto, prevede una marca da bollo per ogni mezzo. “La normativa sull’imposta di bollo consente di indicare su un unico atto più istanze, redatte in un unico contesto, procedura già utilizzata da Anas e dalle Prefetture. Chiediamo alla Regione di uniformarsi”.

Cai Lombardia e Uncai si appellano all’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che già in passato ha mostrato attenzione verso le imprese agromeccaniche, riconoscendone il ruolo indispensabile nel sistema produttivo agricolo regionale.