La nuova direttiva Ue contro le pratiche sleali

Di   5 giugno 2018

L’intervento a tutela dei produttori di Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo

Dopo oltre dieci anni di dibattito, con 20 Paesi che si sono dotati di altrettante diverse legislazioni nazionali, il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan ha presentato lo scorso 12 aprile al Parlamento europeo ed al Consiglio UE una proposta di Direttiva con l’obiettivo di stabilire standard minimi comuni per combattere le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare. Si tratta di un dossier fondamentale per le importanti novità che apporta, come la creazione obbligatoria di un’Authority nazionale per raccogliere le denunce anonime di produttori.

È la naturale prosecuzione di quanto già fatto con il Regolamento Omnibus al fine di rafforzare la posizione degli agricoltori, in quanto anello più debole, nella filiera produttiva.

La proposta di direttiva presentata dal Commissario Hogan si compone di quattordici articoli, dove all’articolo 3 si identificano le diverse pratiche commerciali sleali vietate negli Stati membri dell’Unione. Tra queste troviamo: il pagamento di prodotti deperibili oltre i 30 giorni dalla consegna, l’annullamento degli ordini di prodotti alimentari deperibili all’ultimo minuto, le modifiche unilaterali o retroattive alle condizioni dell’accordo, l’obbligo per il fornitore di pagare per gli sprechi di prodotti alimentari che si verificano presso i locali del compratore.

In aggiunta, gli Stati membri vietano altre pratiche commerciali sleali, a meno che non siano state concordate in termini chiave e univoci al momento dell’accordo di fornitura. Queste ultime sono: la restituzione da parte del compratore di prodotti alimentari rimasti invenduti, l’imposizione di un pagamento al fornitore come condizione per l’immagazzinamento, l’esposizione o l’inserimento in listino dei prodotti alimentari, il pagamento da parte del fornitore dei costi di promozione e di commercializzazione. Inoltre, la Direttiva non fornisce una lista chiusa di prassi sleali, ma permette agli Stati membri di ampliarla.

Il primo scambio di vedute è avvenuto il 16 maggio scorso in Commissione Agricoltura. I punti principali della posizione del Parlamento saranno: l’inclusione nelle norme europee di tutte le produzioni, non solo alimentari, ma anche agricole (quali il floro-vivaismo e la mangimistica), il miglioramento e l’ampliamento delle definizioni e delle pratiche commerciali sleali, il rafforzamento dei poteri delle autorità di controllo nazionali e la fissazione di tempistiche di reazione certe alle denunce degli operatori, così da poter loro garantire una maggior certezza di applicazione delle misure.

Il tempo stringe e sono deciso a portare la posizione della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo al voto dell’Assemblea entro ottobre. È fondamentale chiudere l’intero iter durante questa legislatura che terminerà con il rinnovo elettorale a maggio 2019 per dare sicurezza e stabilità ai nostri agricoltori. Saremo aiutati in questo percorso dal progetto di legge appena adottato dal Parlamento francese che favorirebbe sia l’aumento dei prezzi minimi alimentari regolamentati, sia il freno alle promozioni dei supermercati, con l’obiettivo di incrementare il reddito degli agricoltori, migliorare la qualità degli alimenti, rafforzare la lotta agli sprechi.

Paolo de Castro
Primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo