Il controllo della deriva

Di   21 agosto 2018

Un’esigenza irrinunciabile per garantire la tutela dell’ambiente dai prodotti fitosanitari e il controllo dei costi aziendali. Che ugello scegliere.

Quando un prodotto fitosanitario raggiunge qualcosa che non è il suo bersaglio designato, si parla di effetto deriva. L’impatto ambientale dei trattamenti va ricondotto in gran parte proprio al fenomeno della deriva che per questo genera legittime preoccupazioni. Ma l’impatto non è solo ambientale, perché la dispersione del prodotto fitosanitario incide negativamente anche sui costi aziendali.

I fattori che influenzano la deriva sono diversi. Risultano tuttavia determinanti:

  • condizioni meteorologiche: è opportuno evitare di trattare con alte temperature e bassa umidità relativa trattandosi di condizioni che tendono ad esaltare l’evaporazione delle gocce aumentando il fenomeno. La direzione del vento deve inoltre essere contraria alle zone sensibili quali corsi d’acqua , pozzi e ecc.;
  • miscela fitoiatrica:deve essere adeguata, ricorrendo a coadiuvanti che riducano la deriva del prodotto irrorato;
  • tipologia di irroratrice: meglio se gli atomizzatori tradizionali sono dotati di deflettori di flusso al fine di regolare adeguatamente la direzione dell’aria in base ai requisiti dimensionali delle piante trattate. Sono molto consigliati gli atomizzatori a torsistemi di chiusura laterale del flusso d’ariaretta che generando flussi paralleli riducono il fenomeno e migliorano il deposito sulla vegetazione;
  • dotare le irroratrici di sistemi di chiusura laterale del flusso d’aria o fare ricorso ad irroratrici a tunnel;
  • sottoposte periodicamente le irroratrici a regolazione strumentale in occasione della quale personale esperto provvede ad adattare la velocità dell’aria in funzione delle condizioni di utilizzo;
  • fare ricorso ad ugelli ad inclusione d’aria che generano gocce di dimensioni maggiori, limitando il fenomeno della deriva.

Le nuove misure di mitigazione della deriva, emanate dal ministero della Salute, prevedono la contemporanea adozione di varie soluzioni al fine di ottenere un consistente ed efficace controllo della deriva. Tra queste occorre ricordare le fasce di rispetto costituite da siepi, alberature, frangiventi artificiali o reti antigrandine, il ricorso ad additivi antideriva nonché l’utilizzo di ugelli ad induzione.

Numerose etichette di prodotti fitosanitari prevedono il ricorso a specifici ugelli per la riduzione della deriva realizzati in ampie gamme (ad esempio Albuz: TVI, CVI – Teejet: AI, Asj AFC, AirMix , IDK Lechler). Tali ugelli consentono di ottenere popolazioni di gocce omogenee caratterizzate da grosse dimensioni con ridotte frazioni di gocce fini.

Questi suggerimenti generano tuttavia perplessità da parte di molti produttori considerato che:

  • Sono poche le irroratrici di ultima generazione e la gran parte delle macchine presenti in campagna non dispone di componenti che consentano di applicare ugelli antideriva. In molti casi risulta, inoltre, necessario migliorare il sistema filtrante che molto spesso non risulta adeguato a queste nuove tecniche di irrorazione;
  • gli ugelli a induzione d’aria generano gocce di grosse dimensioni, ciò suscita sempre notevoli perplessità sull’effettiva efficacia della copertura garantita da tali ugelli.

Per risolvere questi aspetti, sono state avviate specifiche prove adottando tre diverse tipologie di ugelli:

  1. un ugello a cono vuoto tradizionale
  2. un ugello cono vuoto ad induzione d’aria
  3. un ugello a ventaglio ad induzione d’aria

La prova si è svolta a parità di condizioni operative (miscela utilizzata, pressione di esercizio di 10 bar) e per la valutazione del grado di copertura si è fatto ricorso a cartine idrosensibili collocate sulla vegetazione e a valutazioni visive adottando uno specifico prodotto fluorescente in grado di evidenziare macroscopicamente il livello di copertura.

Da una prima valutazione è emerso che la migliore copertura è stata ottenuta con l’ugello tradizionale cono vuoto, pur risultando soddisfacente anche la copertura assicurata dall’ugello a ventaglio ad induzione. Il livello di copertura assicurato dall’ugello a induzione d’aria a cono vuoto è invece risultato assai grossolano: questo potrebbe costituire un problema qualora necessitino irrorazioni di tipo coprente con prodotti di contatto.

Appare dunque evidente l’importanza di una corretta scelta dell’ugello al fine di garantire un efficace controllo della deriva e, conseguentemente, una efficace e duratura salvaguardia dell’ambiente.

Fonte: Agronotizie