Il Governo va in difesa del suolo

Di   18 luglio 2018

Il  ministro dell’ambiente Sergio Costa chiede una nuova legge per difendere il suolo dal consumo e dallo spreco. Per difenderlo concretamente occorre però riconoscere il valore ambientale dei servizi agromeccanici conto terzi.

ROMA – Il ministro dell’ambiente Sergio Costa è intenzionato ripartire dove si era fermato il precedente governo Gentiloni, vicinissimo a far approvare a entrambi i rami del Parlamento una legge sulla difesa del suolo. Al vecchio impianto legislativo che, pur ricevendo l’approvazione da tutto l’arco costituzionale, aveva ricevuto più di uno stop, il ministro intende inserire anche il concetto di bilancio ecologico preventivo rispetto alle autorizzazioni che si danno per le cementificazioni o costruzioni.

IL SUOLO È UNA RISORSA NON RINNOVABILE

Una notizia accolta positivamente anche per i Contoterzisti, che ricordano come il suolo sia una risorsa non rinnovabile. La sua formazione è un processo complesso che richiede da centinaia a migliaia di anni.  Al contrario la velocità della sua degradazione è estremamente più rapida e una volta perso occorre molto tempo per recuperarlo (sempre che sia possibile).  La degradazione del suolo rappresenta oggi una delle emergenze a livello planetario. Solo in Italia i due terzi del territorio sono degradati per una gestione del suolo non sempre sostenibile e attività antropiche non sempre corrette. Pressoché tutti i casi di dissesto e i fenomeni di forte degradazione sono causati proprio alle attività antropiche. Tutto questo fa sì che il suolo sia una risorsa non rinnovabile e come tale va considerato nel programmare e mettere in atto interventi per la sua conservazione.

L’Italia e la Politica Agricola Comunitaria (PAC) devono porsi l’obiettivo di elaborare normative atte a tutelare le risorse naturali come il suolo, e con esso le pratiche agricole più idonee a prevenirne la degradazione. Tali politiche non possono fare a meno di riconoscere il valore sociale, culturale ed economico dei servizi agromeccanici specializzati in agricoltura.

Il Rapporto dell’Ispra

L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) stima che ogni giorno in Italia si perdano 15 ettari di campagna in favore della cementificazione (Rapporto Ispra 2018). “Le coperture artificiali interessano aree di pregio, coste e aree a rischio sismico e idrogeologico, per questo è sempre più urgente una legge in grado di arrestare il consumo di suolo”, ha commentato Mario Catania, ministro dell’ambiente del Governo Monti e primo fautore di una legge sulla difesa del suolo.

Ancora più tranchant il commento di Coldiretti: “l’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari”.

Dal Rapporto sul consumo di suolo in Italia dell’Ispra emerge che nel 2017 la superficie naturale si è ridotta di ulteriori 52 km2. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Al contrario il consumo di suolo porta a terreni agricoli frazionati, diseconomie produttive, meno sicurezza per chi lavora sui trattori, ma soprattutto a un territorio meno ricco e più fragile sul quale poi si abbattono i cambiamenti climatici con amplificata potenza distruttiva. Basti pensare, ad esempio, agli eventi catastrofici degli ultimi anni, verificatesi in seguito all’abbattersi di violenti nubifragi; le conseguenti colate di fango sono dovute proprio all’asportazione degli orizzonti superficiali del suolo stesso.