L’acquaponica

Di   12 settembre 2018

MADRID – Produrre cibo dall’alto contenuto proteico, coltivare diverse specie vegetali, consumare pochissima acqua e suolo, in un sistema chiuso ed autosufficiente. È questa l’acquaponica, un metodo di produzione agricola che sta oggi trovando sempre più spazio, grazie alla facilità di realizzazione e all’altissima produttività.

Una combinazione di acquacoltura e coltivazione idroponica, l’acquaponica crea un ambiente simbiotico dove l’acqua delle vasche per l’allevamento dei pesci viene pompata in quelle per la coltivazione fuori suolo, in modo tale che le piante che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento. L’acqua così filtrata viene quindi reimmessa nelle vasche per acquacoltura affinché riprenda il suo ciclo.

Al Centro di innovazione sociale di Malaga è sorto un incubatore sociale gestito dall’amministrazione locale, da associazioni ed enti privati e, sono almeno 18 i progetti ambientali avviati negli ultimi anni. Tra questi c’è anche quello dedicato all’acquaponica. Un’idea del biologo Juan Antonio Lopez Jaime, presidente dell’associazione per la protezione marina e membro della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) spagnola, che lavora al progetto almeno dal 2006. “L’obiettivo è quello di realizzare una sorta di manuale pratico che abbia un forte impatto a livello sociale e che sia replicabile nelle piccole comunità o nelle famiglie” anche per un’autoproduzione.

Fonte: La Stampa, 17/8/2018