Non c’è bieticoltura senza contoterzisti

Di   3 ottobre 2018

Il 27 settembre, allo zuccherificio di Pontelongo, in occasione della Giornata dello stabilimento aperto, l’associazione di contoterzisti Apiumai – Uncai di Padova e Coprob hanno fatto il punto sulla campagna bieticola 2018.PONTELONGO (PD) – Occorre dirlo subito. La campagna bieticola 2018 NON è andata bene. Ci sono state zone dove la barbabietola ha raggiunto appena 11 gradi di polarizzazione degli zuccheri. In altre si è arrivati a 14,5°, comunque non molti. Tare elevate (mediamente dell’11% con punte anche del 40%) e produzione non elevata (700 t/ha). Anche la campagna è durata meno nel solito, chiusa i primi giorni di ottobre anziché a fine mese come accade di solito. “La bieticoltura costa molto, mediamente 1900 euro all’ettaro e quest’anno purtroppo qualcuno ci ha rimesso di tasca propria”, è il commento unanime di contoterzisti. La parola per descrivere lo stato d’animo degli agricoltori è “arrabbiati”.

Il 27 settembre, in occasione della Giornata Porte Aperte dello zuccherificio di Pontelongo (Padova), il direttore dell’associazione di Contoterzisti Apiumai-Uncai di Padova Francesco La Gamba ha incontrato il direttore generale di Coprob – Cooperativa Produttori Bieticoli Stefano Dozio per fare il punto e capire cosa si può fare per il futuro.

Stefano Dozio

“L’annata non è stata tra le migliori con piogge durante le semine e grande caldo quando la coltura stavano maturando hanno inciso sul raccolto. Ma questo fa parte dell’agribusiness. Lavoriamo in un bacino sano con imprenditori agricoli e contoterzisti in grado di produrre barbabietole di alta qualità. Questo ci deve stimolare a lavorare ancora di più. L’anno prossimo lanceremo 1300 ettari bio”, ha detto il DG Stefano Dotto.

Una campagna però positiva nelle fabbriche: “Quest’anno i contoterzisti non hanno segnalato alcun rallentamento durante i conferimenti delle barbabietole negli stabilimenti, segno che la conduzione degli impianti è stata eccellente e gli investimenti degli anni scorsi hanno dato i loro frutti”, ha illustrato il direttore di Apiumai Francesco La Gamba nel corso dell’incontro, confermando “l’impegno dei contoterzisti veneti a sostegno della filiera dello zucchero italiano”. Non ci si può fermare alle piogge e al sole. Le leve per convincere agricoltori e contoterzisti che vale la pena continuare a produrre l’unico zucchero 100% italiano si chiamano bieticoltura 4.0, multi-filiera, zucchero biologico, attenzione delle istituzioni, rischio di impresa. Perché in Italia lo zucchero non è una semplice commodity ma una community e non c’è bieticoltura senza contoterzismo.

Cenacchi, La Gamba e il contoterzista Pavan