Stormi di droni nei campi

Di   4 settembre 2018

Brescia punta alla produttività con i droni: l’intervento del terzista Rossano Remagni Buoli  sul giornale locale.

BRESCIA – Si può chiamare 4.0 ma l’innovazione in agricoltura è più orientata verso la precisione. Come già accade concretamente – ed anche da alcuni anni – in varie aree del territorio bresciano l’agricoltura di precisione sfrutta tutto ciò che più di recente è stato messo a disposizione dalla tecnologia informatica, elettronica e delle telecomunicazioni, quali ad esempio le tecnologie di guida assistita del trattore, satelliti, sensori di prossimità da terra, tecnologie elettroniche per gestire le macchine operatrici.

Se allarghiamo la visuale è proprio sui droni che stanno convergendo curiosità ed interesse sempre più crescenti. «L’invito è di puntare su questa tecnologia non solo per mappare i terreni o acquisire immagini multispettrali, ma anche nella difesa fitosanitaria con insetti antagonisti. I vantaggi ambientali sono evidenti, inoltre l’impatto di un drone sulla coltivazione è praticamente nullo», spiega Rossano Remagni Buoli, vice presidente dell’associazione di Contoterzisti Uncai della provincia di Cremona.

MENTRE A VERONA. I DRONI DEBUTTANO NELLA VENDEMMIA

Grazie ai fondi europei per l’agricoltura di precisione, Confagricoltura Verona ha messo a disposizione delle aziende agricole un drone e ha promosso un corso per 15 associati durante il quale sono state mostrate le potenzialità di tale tecnologia per vigneti e seminativi. L’obiettivo dell’associazione è quello di mettere a disposizione il sistema a tutte le aziende agricole del Veneto senza dover acquistare l’attrezzatura; a tale scopo a fine anno sarà organizzato un nuovo corso per allargare il test a un maggiore numero di aziende.

Drone professionale

“Da quest’anno ci siamo dotati di un drone professionale – spiega Luca Leati, geometra e pilota di droni di Confagricoltura Verona – . Si tratta di un Djv matrice 600, con camera multispettrale, quattro bande, un multisensore, sei eliche e tre gps per una maggiore sicurezza di volo. Un top gamma che misura 1,13 metri di diagonale, pesa 10 chili e può montare fino a 15 chili di fotocamere e sensoristiche”.

“Più preciso di un satellite”

“Stiamo cercando – continua Leati – di portare le aziende agricole a utilizzarlo, in quanto è molto più preciso di un satellite e meno suscettibile a variazioni meteo. Si può utilizzare sia sui vigneti che sui seminativi e altre colture per capire lo stato di salute delle piantagioni, ma anche per eseguire mappature, prendere misurazioni con tecnica fotogrammatica sui filari e calcolare gli schedari vitivinicoli. Grazie ai fondi che il Fondo sociale europeo ha messo a disposizione per l’agricoltura di precisione, abbiamo promosso un corso per 15 associati nel corso del quale abbiamo mostrato le potenzialità del drone in volo su vigneti e seminativi. Noi offriamo la possibilità di utilizzarlo a tutte le aziende agricole del Veneto senza dover acquistare l’attrezzatura, che è molto costosa e richiede l’impiego di un pilota di drone, munito di patentino, per guidarlo. A fine anno organizzeremo un nuovo corso sul drone, per allargare il test a un maggiore numero di aziende”.

“In futuro potrà essere utile anche contro parassiti”

Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto, è stato il primo viticoltore scaligero a sfruttare l’occasione: “Per la vendemmia di quest’anno l’ho usato per esaminare la vigoria della foglia di vite, importante per programmare con precisione e tempismo la vendemmia e capire dove la concimazione è più corretta, in modo da poter elaborare per il futuro un piano mirato in base alle effettive necessità della vite. Ho eseguito anche una mappatura aziendale precisa della superficie vitata e un video con immagini dall’alto dell’azienda, molto spettacolare. La viticoltura si sta modernizzando e noi vogliamo essere al passo con i tempi. Stiamo andando verso tecnologie molto precise che porteranno a sviluppi ulteriori. Magari anche nella lotta ai parassiti con il lancio degli insetti utili, prospettiva interessante per combattere la cocciniglia in quanto i prodotti fitosanitari hanno dimostrato scarsa efficacia”.

Fonti: Verona Sette Giorni e Il Giornale di Brescia