Terra in cambio del terzo figlio, cosa ne pensate?

Di   31 ottobre 2018

Manovra finanziaria: Centinaio e il Governo valutano la donazione di terre coltivabili alle famiglie che vogliono il terzo figlio.

ROMA – “Assieme ai colleghi Erika Stefani e Lorenzo Fontana stiamo cercando di elaborare una proposta da inserire nella manovra economica, che permetta alle famiglie desiderose di avere un terzo figlio, di poter contare su un reddito aggiuntivo. Visto che si parla tanto di un ritorno all’agricoltura, alle origini da parte dei giovani, vogliamo dargli la possibilità di ottenere terre coltivabili. Si dice che in Italia si fanno pochi figli e che bisogna dare un aiuto per invertire la tendenza e proprio per questo il Ministero dell’agricoltura vuole dare un contributo favorendo in particolare le aree rurali, dove figli se ne fanno ancora”, ha dichiarato Gian Marco Centinaio, ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo intervenendo alla trasmissione Frankestein di Rai 2.

L’ultima bozza della manovra prevede fra l’altro l’affidamento in concessione gratuita per vent’anni ai nuclei familiari con terzo figlio in arrivo nel triennio 2019-21 del 50% dei terreni a vocazione agricola dismessi dallo Stato e del 50% dei terreni abbandonati o incolti e situati nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Oppure a società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano una quota societaria ai predetti nuclei familiari pari al 30 per cento. Inoltre le famiglie disposte ad avere un terzo figlio potranno beneficiare di un mutuo fino a 200.000 euro senza interessi per l’acquisto della prima casa in prossimità del terreno assegnato. Il costo dell’iniziativa, per le casse pubbliche, è stimato in 20 milioni di euro.

La proposta è subito piaciuta a Coldiretti. L’associazione stima che l’amministrazione pubblica abbia in pancia terreni agricoli per un valore di 9,9 miliardi, pari a quasi mezzo milione di ettari (dati Istat sulla ricchezza non finanziaria).  L’affidamento di questi terreni agli agricoltori avrebbe il vantaggio di rispondere alla domanda delle nuove generazioni, per le quali la mancanza di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’ingresso nel settore, sostiene la Coldiretti.

Perplessità invece da Verracina e Copagri: “Dubitiamo fortemente che un intervento di questo tipo possa contribuire allo sviluppo socioeconomico e demografico delle aree rurali e favorire la ripresa dell’agricoltura. Incentivi di questo tipo, seppur positivi nei loro intenti, non devono essere legati solo alla prole, ma devono, al contrario, puntare a favorire indiscriminatamente l’insediamento di tutti gli imprenditori agricoli interessati.”

L’Istituto Bruno Leoni in editoriale dal titolo “Mezzadri di Stato” critica la proposta perché “coltivare la terra, oggi più che mai, non è un’arte che si improvvisa”, così come allargare la famiglia con un terzo figlio.

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