Tractor driver

Di   8 ottobre 2018

Damiano Merlin, il contoterzista al servizio di 300 piccoli agricoltori veneti: “Essere di parola e insegnare ai giovani come usare il trattore sono i migliori modi per garantire un futuro alla professione”. Da Mondo agricolo di settembre 2018.

Scarica 3146 cavalli su 1200 ettari. La media di 2,6 cv/ha significa equilibrio aziendale per una realtà, quella del padovano, caratterizzata soprattutto da aziende agricole di piccole dimensioni. “Ho 300 clienti da Monselice a Rovigo. Soprattutto aziende di 3 o 4 ettari, solo una manciata sono di medie dimensioni e una sola supera i 100 ettari”, spiega Damiano Merlin, consigliere Uncai e presidente di Apiumai Padova. Con i fratelli Stefano e Marco fa il contoterzista puro avvalendosi di 4 mietitrebbie, 11 trattori, una macchina semovente e un escavatore. Un quarto fratello più giovane fa il jolly in azienda. “Poi altri due operai e gli stagionali a seconda del lavoro. Non ho mai usato i vaucher”.

Damiano Merlin

Damiano Merlin

Cosa significa avere 300 clienti?

Significa essere di parola. Se diciamo che domani veniamo a raccogliere il grano, l’agricoltore può essere sicuro che “domani” non diventerà “dopodomani” o fra quattro giorni. Poi le lavorazioni devono essere fatte a regola d’arte.

Parola di contoterzista, non di marinaio…

A inizio stagione facciamo due conti. La fiducia ci lega all’agricoltore e decidiamo insieme cosa seminare. Per esempio per la semina autunnale stiamo guardando con molto interesse al pisello proteico come alternativa al grano. Richiede meno trattamenti e in secondo raccolto permette di seminare soia o il classico radicchio. Un buon contoterzista deve, infatti, saper fare anche questo, variare schemi e rotazioni. Se a fine anno non diamo reddito, i piccoli agricoltori chiudono. Con 3 o 4 ettari di terreno non si mantiene una famiglia. I figli hanno già trovato lavoro altrove.

L’affidamento completo dei terreni è un grosso impegno anche per il terzista.

Sì, ma ci permette di programmare gli investimenti in nuovi macchinari con qualche certezza in più.

Il padovano è caratterizzato da una fitta maglia di aziende agricole e di contoterzisti e ogni anno c’è sempre qualcuno che smette.

Per fare questo mestiere occorre metterci tanta professionalità e aggiornarsi di continuo. Vedo molti che si improvvisano contoterzisti. Acquistano un trattore di ultima generazione e sono convinti di avere tutto quello che occorre. Invece il mestiere dell’agromeccanico richiede anni di esperienza.

Più dell’ultimo trattore cosa serve?
Occorre conoscere bene la macchina che si ha sotto i piedi. Questo è possibile solo se si fa una manutenzione giornaliera del mezzo. Vedo tanti giovani frequentare i nostri corsi per il patentino da trattorista pensando che l’elettronica sia il cuore del loro futuro mestiere. Ed è così. Capita però che vadano in tilt appena si accende una luce rosa o gialla sul cruscotto. Oppure prendono il 270 cv per seminare e il piccolo da 90 cv per arare e chiedono le ferie tra giugno e agosto!

Stefano, Damiano e Marco Merlin

Mancano i fondamentali del mestiere…
Occorre approfondire la parte meccanica del mezzo per capire l’elettronica di bordo. Da quando, in collaborazione con Tiziana Schiavo, abbiamo iniziato i corsi per il patentino agricolo sono passati più di 400 aspiranti trattoristi di tutte le età e solo tra i più giovani ho riscontrato disinteresse o superficialità per la parte meccanica. Il risultato è che oggi molti trattoristi sembrano presi in piazza, tanto lavorano alla carlona. Questo mi fa essere poco ottimista per il futuro del mestiere del trattorista.

Sedili riscaldati e ammortizzati, condizionatore in cabina, segnalatori luminosi, sensori, joystick. Il trattore assomiglia sempre più alla playstation…
Una volta la macchina era più spartana e molto meno precisa, ma bastava una pinza, un martello e un fil di ferro per tornare a casa se si fermava. Oggi ogni mezzo è diverso dall’altro e non ci si può improvvisare una volta a bordo. Ho alcuni trattori della stessa marca dove una leva identica svolge funzioni diverse.

Quale futuro vede per il lavoro di trattorista?
Tutti noi abbiamo visto i prototipi di trattori senza cabina. È questo il futuro? Forse fra una quindicina d’anni. Oggi però il mio compito di imprenditorQuale futuro vede per il lavoro di trattorista?e è anche quello di rendere più sicuro e consapevole l’uso dei mezzi agricoli, appassionare di più i giovani e portare reddito a tutti gli agricoltori, anche quelli piccoli.

Fonte: Mondo agricolo