Un drone per l’impollinazione

Di   4 luglio 2018

Nello stato di New York, un robot della startup Dropcopter ha spruzzato polline su un frutteto di meli.

NEW YORK – Nei primi giorni di giugno, circa 2 ettari di un frutteto di meli di Lafayette (stato di New York) sono stati impollinati utilizzando un esacottero guidato in remoto. Ora si cercherà di capire se questo metodo di impollinazione porterà a una produzione e a una qualità più elevate. Questo metodo era già stato utilizzato per mandorli e ciliegi. Il drone impollinatore è uno sviluppo delle aziende Dropcopter e Syracuse, due startup di New York.

Tecnicamente, in un’ora un drone può impollinare una zona più ampia di quanto possano fare le api in due settimane. I droni possono risultare efficaci anche in condizioni climatiche fredde, quando invece le api non volano.

Non è la prima volta che la tecnologia sostituisce il fondamentale lavoro della api, ma il nuovo test – che dovrebbe provocare un aumento del raccolto – conferma che il ruolo dei droni in agricoltura potrebbe diventare sempre più importante. Ovviamente, non si tratta di micro-droni a forma di ape che passano di fiore in fiore; ma di un robot volante in grado di spruzzare polline con precisione da circa due metri e mezzi d’altezza.

“Sappiamo che l’agricoltura è una delle più importanti opportunità commerciali per i droni e ha un grande potenziale in termini industriali ed economici”, ha spiegato parlando con una testata locale il co-fondatore di Dropcopter, Adam Fine.

Per il futuro, l’obiettivo è fornire questi droni di un software che consenta loro di programmare in autonomia i percorsi migliori da compiere sul frutteto, in modo da rendere l’impollinazione completamente automatica.

In tutto questo, però, rimane un problema irrisolto: come possiamo impedire l’estinzione delle api e preservare così uno dei processi più affascinanti e preziosi del mondo naturale?

Fonte: La Stampa