Uncai al tavolo Smart AgriFood

Di   7 luglio 2017

Filiera agricola e agro-alimentare più competitiva e trasparente con le tecnologie digitali. Oldani: “La trasformazione 4.0 passa attraverso i contoterzisti”. 

Tavolo "Il potere passa dai dati" organizzato dall'Osservatorio Smart AgriFood (Politecnico e Laboratoro RISE dell'Università degli studi di Brescia)

Tavolo “Il potere passa dai dati” organizzato dall’Osservatorio Smart AgriFood (Politecnico e Laboratoro RISE dell’Università degli studi di Brescia)

BRESCIA – Il primo appuntamento operativo del tavolo di lavoro “Il Potere passa dai Dati” organizzato dall’Osservatorio Smart AgriFood ha visto la partecipazione di Uncai in rappresentanza dei contoterzisti. “Ringraziamo i ricercatori del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia per aver colto la centralità dei terzisti nel processo di trasformazione digitale dell’agricoltura”, le parole Giuliano Oldani, consigliere Uncai e presidente di Apima Milano, Lodi, Como, Varese.

Nell’agricoltura 4.0 l’applicazione armonica di diverse tecnologie digitali (tra le quali l’Internet of Things) permette di migliorare condizioni di lavoro, resa e qualità produttiva, efficienza e sostenibilità delle coltivazioni. “Gli agricoltori hanno l’opportunità di tracciare ogni lavorazione e, in questo modo, dimostrare al mercato che il loro prodotto vale di più. L’agricoltura 4.0 rappresenta però un’opportunità anche per quei contoterzisti che hanno già deciso o stanno decidendo di attrezzarsi con servizi innovativi che permettono di agire in campo in modo mirato, di connettere le attrezzature fra loro e con l’ufficio e di produrre un’etichetta digitale del prodotto. Gli investimenti non sono irrisori, a volte si avrà l’impressione di non essere riconosciuti e ripagati per la qualità del lavoro svolto, ma la strada è questa”.

La gestione integrata dei dati aziendali è stato uno dei temi che più ha animato la discussione dei partecipanti al tavolo. Le applicazioni 4.0 spaziano, infatti, dall’acquisizione dei dati associati alle colture e alle condizioni ambientali, fino alle attività aziendali di supporto alla produzione (es. la logistica dei prodotti, delle attrezzature). Dalla capacità di raccogliere, integrare ed elaborare in modo efficace questa mole di dati dipende l’efficacia dell’agricoltura 4.0. Le tecnologie digitali possono supportare la gestione aziendale, prendendo decisioni più veloci e consapevoli (decision farming) e riducendo i rischi derivanti dalla variabilità dei terreni e del clima. Possono inoltre fornire input e controllare le attrezzature di precisione, aumentare l’efficienza dei flussi fisici e informativi, sburocratizzare i processi aziendali.

“Oltre a sviluppare nuove applicazioni digitali, dobbiamo studiare modelli di business diversi, incentrati sui dati, il nuovo petrolio. Il problema si chiama però interconnessione o condivisione. I dati provengono da fonti (attrezzature, sensori in campo, web, droni, satelliti) e da linguaggi informatici diversi che spesso volutamente non si parlano fra loro. Sono sistemi informatici chiusi, di proprietà intellettuale delle diverse case costruttrici. Eppure esistono linguaggi informatici aperti, già testati in ambito agricolo, e mi auguro che l’Osservatorio SmartAgriFood favorisca lo sviluppo di una piattaforma integrata, di un sistema “tecnologie-dati-servizi-conoscenza” open source, in grado di gestire tutti i dati aziendali in un solo loco, abilitando analisi incrociate, riducendo i tempi decisionali ed evitando la duplicazione di attività di analisi. Per questo potrebbe risultare utile ampliare il tavolo ad altri soggetti, in primis il Crea”, conclude Oldani.