Quasi ripristinati i dazi sul riso

Di   6 dicembre 2018

Approvata la clausola di salvaguardia per l’import da Cambogia e Birmania (o Myanmar). Manca però una maggioranza qualificata nel ‘sistema preferenze generalizzate’ di Bruxelles, la decisione passa quindi alla commissione europea.

ROMA –  Con 13 voti favorevoli, 7 contrari ed 8 astenuti il comitato “sistema preferenze generalizzate” ha approvato a Bruxelles l’applicazione di una clausola di salvaguardia che per tre anni ripristina i dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Birmania. “pur non essendosi evidenziata una maggioranza qualificata in favore della proposta di regolamento”, la commissione, alla luce del risultato ottenuto, “procederà a valutare positivamente l’adozione della misura, che si auspica possa suggellare positivamente gli sforzi messi in atto dal governo italiano in difesa del settore risicolo dell’Unione europea, trovando cosi’ soluzione alla situazione dei coltivatori e produttori di riso nazionali”, afferma il ministero dello sviluppo economico.

“Il dazio che auspicabilmente verrà rintrodotto sarà progressivamente ridotto nell’arco di tre anni (175, 150 e 125 euro/t.), così da trovare un equilibrio tra l’aspetto di sviluppo insito nel regolamento sulle preferenze generalizzate e la salvaguardia dell’industria europea. Tale soluzione permetterebbe, da un lato, di non chiudere completamente il mercato comunitario e, dall’altro, consentire all’industria europea di adattarsi al ripristino dell’esenzione dei dazi all’importazione di riso proveniente da Cambogia e Myanmar”, prosegue il ministero, osservando che il lavoro di coinvolgimento degli altri stati membri “è stato determinante per raggiungere questo risultato, che seppur non ancora definitivo dimostra che siamo riusciti a coagulare un buon numero di sostenitori e a contenere gli effetti negativi di una possibile minoranza di blocco”. “Compito del governo e degli altri attori sarà, una volta che la commissione avrà assunto la posizione definitiva con l’adozione del provvedimento, fare in modo che l’industria italiana si riorganizzi per evitare così che il problema si ripresenti in futuro. Va riconosciuta alla commissione la determinazione ad adottare il regolamento di esecuzione e ripristinare il dazio in tempi brevi, concludendo l’iter procedurale entro il mese di gennaio 2019, scongiurando la perdita per gli agricoltori di un anno di raccolto; in concreto il regolamento della clausola di salvaguardia dovrebbe essere in Gazzetta ufficiale europea nei prossimi giorni”, conclude il Mise.

“Possiamo recuperare quel 40% di valore che ci è stato tolto in questi anni e anche la quantità di prodotto perso, il 20% per l’agricoltura italiana”, ha commentato il presidente di Coldiretti Ettore PRANDINI. “È necessario che tutti i prodotti importati dall’estero seguano le stesse regole dell’Ue in termini di rispetto delle norme sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute”.

Confagricoltura e Cia – agricoltori italiani sono concordi nel dire che la partita non è però ancora chiusa. In occasione della riunione 13 paesi hanno votato a favore, 8 contro e 7 si sono astenuti; in mancanza di una maggioranza qualificata, la decisione spetta ora alla commissione europea. Non è così possibile mettere la parola fine alle importazioni a dazio zero di riso dai paesi del Sud-est asiatico, rimandando la decisione finale al collegio dei commissari. L’auspicio, quindi, è che entro dicembre si raggiunga l’accordo per adottare la misura ripristinando i dazi sull’import da Cambogia e Birmania. “L’italia resta il primo paese produttore di riso comunitario, con circa 230.000 ettari seminati e una produzione stabilmente superiore al milione e mezzo di tonnellate”, ricorda Cia, per la quale “è fondamentale il ritorno dei dazi alle importazioni di riso dal sud-est asiatico a 175 euro a tonnellata, non solo per il primo anno ma anche per gli anni successivi”.