Giorni decisivi per la revisione dei mezzi?

Di   5 dicembre 2018

Tassinari: “Indiscutibile la logica della sicurezza ma i teorici del ministero non aprano una crisi a tavolino”

Durante Eima 2018 il ministro dell’Agricoltura ha confermato che entro fine anno saranno approvati i decreti attuativi relativi alla revisione dei mezzi agricoli. E dunque dal 2019 potrebbe iniziare quel percorso di revisione che ha come obiettivo di ridurre le morti e gli infortuni nei campi. Come già accaduto, alle parole potrebbero non seguire i fatti. Ma il Mipaaf e la politica sono liberi di seguire i fatti che più credono importanti. Vediamoli.

In media ogni anno in Italia cento persone muoiono su un trattore e altre ancora rimangono gravemente ferite. Tre quarti degli incidenti sono dovuti al ribaltamento del mezzo.

Raramente i contoterzisti sono vittime di incidenti, perché rinnovano spesso il parco macchine e si affidano a trattoristi esperti. Ma un altro fatto è che in Italia circolano circa 1,75 milioni di trattori, e di questi 680mila hanno più di 30 anni. Macchine messe sul mercato quando i requisiti di sicurezza non erano quelli di oggi.

Un altro fatto è che dal decreto ministeriale del 20 maggio 2015 che impone la revisione obbligatoria sono passati tre anni e mezzo in cui agricoltori e contoterzisti hanno vissuto il paradosso di trovarsi fuorilegge, ma nell’impossibilità di mettersi in regola.

Il ministero dell’Agricoltura, insieme a quello dei Trasporti, della Salute e all’Inail, dovranno trovare la quadra per identificare sul territorio le officine in grado di verificare i requisiti minimi per la circolazione dei mezzi e per la sicurezza dell’operatore.

Un parco macchine enorme e vecchio, sommato ad un basso turnover (solo 19mila trattori immatricolati nel 2017) rendono la revisione necessaria. Ma la messa a norma sarà alla portata di tutti? Dobbiamo certo inchinarci alla logica della sicurezza (in Germania i morto sono passati da 180 a una decina all’anno), ma cosa accadrà a chi si ritrova con dei trattori che non converrà mettere a norma? Occorre tenerne conto. Le norme si scrivono molto spesso a tavolino. L’Italia ha abbondanza di teorici. Ma è molto facile aprire anche un ciclo di crisi a tavolino. Pensiamoci.