Il diritto rurale, agricolo e contestualmente urbano

Di   22 Novembre 2018

Le città crescono di dimensioni e i loro abitanti hanno sensibilità ecologiche e gradiscono tornare alle filiere corte e combattere l’inquinamento urbano: l’agricoltura urbana cerca di imporsi nelle nostre città. I contoterzisti devono farsi trovare preparati a un’altra rivoluzione.

PARIGI – Le leggi agricole e rurali, non sono state pensate per le strutture urbane. Se è possibile per un condominio installare un suo orto per un consumo limitato, è possibile affidarlo a una società di servizi che ne farà un uso economico, anche sotto forma di un contratto di locazione enfiteutica (di solito 99 anni), ma questa formula ha molti svantaggi, tra cui la durata.

Una guida pratica realizzata dalla Direzione regionale e interdipartimentale dell’Ile-de-France per l’alimentazione, l’agricoltura e la foresta fornisce un aggiornamento pragmatico sulla situazione. Il 114° Congresso dei Notai, tenutosi dal 27 al 30 maggio u.s., il cui tema verteva sui territori e le città di domani, si è occupato dell’argomento per predisporre contratti, regolamenti di comproprietà e altri documenti adeguati a questi nuovi usi. I relatori hanno concluso che il diritto rurale non è adeguato a questa nuova agricoltura e hanno fatto una proposta innovativa: uno statuto [di regolazione] del canone di affitto derogatorio per le aziende agricole urbane. Le riflessioni devono continuare e appare indispensabile coinvolgere gli attori chiave del settore immobiliare, i sindacati dei comproprietari e gli attori economici dell’agricoltura urbana, per individuare le esigenze e progettare congiuntamente soluzioni che facilitino tutti.

Fonte: “Le Monde”, in Rassegna della stampa estera n. 1271 AGRAPRESS, 30/10/2018