Vendemmia 2019: le previsioni

Di   7 Agosto 2019

TRAPANI – Ieri il distacco del primo grappolo di uva a Salemi, in provincia di Trapani, ha inaugurato l’inizio della raccolta lungo la penisola con la vendemmia delle uve pinot grigio, le prime ad essere trasformate in vino.
Rispetto all’anno scorso, la quantità è in diminuzione, tuttavia occorre evidenziare che il raccolto 2018 è stato particolarmente abbondante, pertanto l’attuale diminuzione della produzione non è da leggere in termini negativi.

Si prevedono quantitativi ridotti in quasi tutte le regioni d’Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (-20%), in Umbria (-13%), in Veneto e in Campania (-12%) e in Trentino Alto Adige (-11%); vanno in controtendenza il Lazio (+16%), il Molise (+10%) e la Calabria (+9%).
I risultati sono il frutto della rilevazione annuale condotta dal centro studi di Confagricoltura su campioni di aziende vitivinicole di tutte le regioni d’italia.

Il 2019 vedrà una diminuzione media della produzione del 6%, ma, grazie ad una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, la qualità dell’uva è ottima e foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti. “Il settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300mila con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell’export di 6.2 miliardi”, osserva la Confagricoltura. “Nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state di 1,96 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto al 2018; la percentuale di crescita più importante è data dagli spumanti, con un + 8,2%, ma aumentano anche del 6% le esportazioni di vini fermi in bottiglia”, conclude la confagricoltura.

L’annata per le uve è dunque positiva, ma gli agricoltori si trovano sempre di fronte all’incertezza, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e delle condizioni atmosferiche avverse. “C’è la necessità di investire nel settore agricolo che ha bisogno di garanzie, di fondi che possano essere utilizzati in caso di calamità di qualsiasi tipo”, ha invece commentato il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini.

RECORD EXPORT (+5,2%)

“Con l’inizio della vendemmia l’Italia festeggia il record storico delle esportazioni di vino made in Italy che fanno registrare un aumento del 5,2% rispetto allo scorso anno, quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, la voce principale dell’export agroalimentare nazionale”, afferma infine la Coldiretti sulla base di una propria analisi su dati Istat relativi al primo quadrimestre 2019.
“Alta qualità e capacità produttiva spingono l’export delle bottiglie italiane che sono protagoniste di un vero a proprio boom nel Regno Unito dove sono aumentate del 10%, con un incremento in valore del 6% in Germania e del 3,2% negli Usa che si confermano il primo cliente”, evidenzia la coldiretti che aggiunge come occorra “tutelare le esportazioni di vino made in italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali”.