Contoterzisti pionieri della trasformazione digitale

Di   16 novembre 2017

Tassinari: “In agricoltura le azioni virtuose e l’organizzazione aziendale sono cambiate. Occorre tenerne conto nei Psr.”

ROMA – Molte imprese agromeccaniche raccolgono informazioni attraverso sensori avanzati, centraline meteo e satelliti e le rielaborano attraverso programmi informatici per svolgere operazioni di campo più efficaci. “I contoterzisti sono pionieri anche della trasformazione digitale. Non mancano tuttavia aspetti che richiedono una riflessione attenta e politiche adeguate”, afferma il presidente di Uncai Aproniano Tassinari. “La maggior parte dei clienti non chiede l’acquisizione dei dati. Questo frena la digitalizzazione dei servizi agromeccanici e mostra come il potenziale economico dell’ingegnerizzazione 4.0 dei processi non sia compreso fino in fondo”.

Anche agli agromeccanici viene chiesto di fare un salto culturale. L’agricoltura 4.0 non serve solo a far parlare tra loro mezzi e attrezzature, a usare al meglio i dati raccolti in campo o a realizzare mappe digitali. Essa permette di rendere le imprese trasparenti nei confronti dell’amministrazione pubblica, dei fornitori e dei consumatori e di realizzare un nuovo modello di business incentrato su pacchetti di servizi e informazioni offerti alle aziende agricole e alla comunità. “Governo e Regioni devono incentivare un uso ottimale delle nuove tecnologie. Le azioni virtuose in agricoltura sono cambiate, insieme all’organizzazione aziendale e alle abilità richieste. Occorre tenerne conto nella prossima campagna dei Piani di Sviluppo Rurale, finanziando in ottica finalmente europea attività di formazione e informazione che facilitino questo salto culturale, necessario a migliorare la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole, e definire bandi che finanzino in particolare gli investimenti nei servizi offerti da aziende agromeccaniche già digitalizzate (Misura 4.1). Con la digital transformation e la service transformation, il modello di business per un’agricoltura più bio, verde, remunerativa e competitiva passa attraverso le imprese agromeccaniche”, conclude Tassinari.