Il ritorno dei voucher?

Di   5 luglio 2018

Le organizzazioni degli agricoltori chiedono la reintroduzione dei voucher  e il governo prepara un loro parziale ripristino. I sindacati contrari: la loro abolizione ha fatto aumentare il numero di lavoratori occupati in agricoltura.

ROMA – Le associazioni di agricoltori chiedono la reintroduzione dei voucher  e il governo prepara un loro parziale ripristino, rivendendo alcuni meccanismi, per evitare errori del passato. La conferma è arrivata dal Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio: “Bene ha fatto Salvini a toccare il tema dei voucher. Al Ministero abbiamo studiato e siamo pronti a reintrodurli perché utili per combattere il lavoro in nero e rendere più efficaci i controlli”, ha detto. “Il datore di lavoro potrà beneficiare di prestazioni lavorative in piena legalità e con coperture assicurative, in caso di incidenti, mentre il lavoratore riceverà non solo un compenso esente da tasse ma potrà accumulare i contributi per i trattamenti pensionistici”. Inoltre per il ministro dell’agricoltura i voucher sono molto sia per agricoltura sia anche per turismo.

“Bisogna tutelare il settore in nome della trasparenza e lottare contro tutte quelle forme di schiavismo e di sfruttamento della manodopera che potrebbero derivare dalla mancanza totale di regole”. Al recente Festival del Lavoro, anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha fatto un intervento in materia: “Capisco i desideri di limitare il precariato ma bisogna farlo con attenzione affinché, con la lotta al precariato, non si danneggino gli interessi dei lavoratori e delle imprese, costringendoli al nero”. “I voucher sono stati ipocritamente cancellati, ma laddove sono fondamentali, in alcuni settori, vanno reintrodotti”.

L’Inps rileva che l’abolizione dei voucher a marzo 2017 ha segnato un aumento dei contratti di lavoro intermittente. Le imprese “che avevano fatto negli anni precedenti ampio e crescente ricorso alle prestazioni di lavoro accessorio, si sono trovate di fronte alla necessità di ricorrere a forme alternative di assunzione o di (ri)piegare nel lavoro nero”, si legge nel XVII rapporto annuale dell’Inps, presentato il 4 luglio alla Camera. “Gli indizi di tale movimento – prosegue il rapporto dell’Inps – sono stati subito nettissimi fin dal marzo 2017 con l’immediato ritorno alla crescita dei contratti di lavoro intermittente, in precedenza ridimensionati in seguito agli interventi restrittivi della l. 92/2012”. “Dalla dinamica dei valori cumulati delle assunzioni mensili con contratto di lavoro intermittente emerge nitida l’accelerazione intervenuta a marzo 2017, in millimetrica contemporaneità con l’abrogazione dei voucher; nell’anno che va da aprile 2017 a marzo 2018 le assunzioni con contratto di lavoro intermittente sono state oltre 600.000, pari al +110% rispetto al corrispondente anno precedente (aprile 2016-marzo 2017)”, evidenzia l’istituto.

Contrari ai voucher i sindacati agricoli. Il  il segretario generale Uila Stefano Mantegazza commenta: “Senza voucher le giornate lavorate in agricoltura sono cresciute da 76 a 81 milioni (+6,7%), così come il numero di lavoratori occupati (+3,6%). Dalla lettura combinata dei dati forniti dall’Inps emerge un quadro di progressiva emersione del lavoro. C ci piacerebbe sapere in base a quali dati, in molti parlino di aumento del lavoro nero a causa del mancato uso dei voucher e invochino l’esigenza di tornare indietro nel ‘far west’ dei liberi voucher dove tutto è possibile”.