Decreto rilancio

Di   14 Maggio 2020

Un miliardo e 150 milioni di euro. Sono queste le risorse destinate all’agricoltura nel Decreto Rilancio presentato ieri sera dal premier Giuseppe Conte con la ministra Teresa Bellanova

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Rilancio”. Se il Parlamento a maggioranza lo confermerà, gli agricoltori che hanno assoldato braccianti irregolari avranno la loro sanatoria (non i caporali che avranno le sanzioni raddoppiate) e 600 mila immigrati saranno regolarizzati per sei mesi, prorogabili per altri sei (Art.110-bis “Emersione di rapporti di lavoro”). Ma l’ortofrutta resta con i suoi problemi di raccolta. Perché, ma è sempre stato chiaro, per garantire rapidamente manodopera nei campi la soluzione era e sono moderni e leggeri voucher agricoli.

La commozione della ministra Bellanova

La regolarizzazione, ottenuta con coraggio dalla ministra Teresa Bellanova, è un gesto di umanità e giustizia, pagato al prezzo di non perseguire chi nel passato si è comportanto da schiavista (il caporale è invece il commerciante di schiavi e per lui non ci saranno sconti). Di sicuro lo Stato non può far finta di non vedere migliaia di persone che vivono come fantasmi: se non hanno più diritto a restare in Italia o si rimandano nei paesi d’origine oppure si regolarizzano, non si condannano all’illegalità. Giù il cappello alla ministra Bellanova.

Non è certo però che la regolarizzazione darà il la all’ingresso dei braccianti nei circuiti della legalità: costa 400 euro al datore di lavoro, che poi è tenuo ad assumerlo (presumibilmente a meno ore di quelle necessarie e con molte incognite) o 160 euro al lavoratore.

Nel frattempo si cerca di mettere il bastone tra le ruote al caporalato. Il bastone, come sempre, sono la burocrazia e gli apparati. In Italia si ragiona così. Anche le regole fissate qualche mese fa per gli appalti potevano fare da deterrente al caporalato, ma forse si era ecceduto così tanto con la burcrazia da renderle di difficile attuazione anche dai boiardi di Stato (per gli appalti e i subappalti superiori a 200.000 euro si obbligava la ditta appaltatrice a controllare che fossero pagati i contributi dei dipendenti, altrimeni ne rispondeva direttamente).

“L’augurio è che la ministra, raggiunto un importante risultato di giustizia, dedichi più tempo a incentivare la professionalità nel settore agricolo. Sarà facile renderese conto perché i principali referenti dovranno essere i contoterzisti. Noi, non altri”, il commento del presidente UNCAI Aproniano Tassinari.

1 MILIARDO 150 MILIONI PER AGRICOLTURA

Gli interventi saranno finalizzati ai settori che hanno maggiormente sofferto – ha detto Bellanova -, penso al florovivaismo, all’agriturismo, e alla filiera vino che è l’eccellenza del nostro settore oggi in difficoltà perché avendo bloccato ristoranti e enoteche è andato in grande crisi.

Di questi 250 milioni gestiti da Ismea per sostegno alle imprese come accesso al credito; inoltre 250 milioni per fondo indigenti gestiti dal volontariato laico e cattolico per acquistare quei prodotti horeca come Latte, carne, formaggi Dop, frutta e verdura.

Nel capo II (altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali) l’art.99 riguarda una disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine mentre l’articolo101 norme per promozione del lavoro agricolo. l‘articolo110-bis, oggetto di scontro negli scorsi giorni, è quello che si riferisce all’ emersione di rapporti di lavoro.

Il capo VI (misure per l’agricoltura) si compone dell’articolo 213 sul fondo emergenziale a tutela delle filiere in cris; l‘articolo 214 sull’ aiuto all’ammasso privato; l’articolo 215 riguarda misure a favore della filiera dell’agrumicoltura e dell’allevamento ovino; l’articolo 216 il contenimento della produzione e il miglioramento della qualita’; l’articolo 217 norme sull’anticipo pac; l’articolo 218 i mutui dei consorzi di bonifica ed enti irrigui; l’articolo 218-bis il fondo per l’emergenza alimentare.

Il settore agricolo è citato anche nell’articolo 31 (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito e aiuti alle imprese attive nei settori dell’agricoltura) e nell’articolo 144 (Proroga della rideterminazione del costo d’acquisto dei terreni e delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati per l’agricoltura).

Per gli ARTIGIANI confermata l’indennità di 600 euro anche nei mesi di aprile e maggio, purché possano dimostrare una riduzione di fatturato (l’indennità è invece di 500 euro per il settore agricolo).

Irap
Stop del saldo e dell’acconto del 40% dell’Irap di giugno per le imprese fino a 250 milioni di fatturato, indipendentemente dalle perdite registrate.

Sconto fiscale del 30% per investimenti anti-crisi
Previsti degli centivi fiscali per favorire gli investimenti nelle imprese con fatturato compreso tra 5 e 50 milioni purché abbiano subito una riduzione del fatturato. Detrazione Irpef pari al 30% della somma investita nel capitale sociale per un importo non superiore a 1 milione, quindi con un risparmio d’imposta massimo pari a 300mila euro.

Per imprese fino a 50 milioni
Se hanno subito una riduzione dei ricavi non inferiore al 33% riceveranno un sostegno alla ricapitalizzazione e una detassazione degli aumenti di capitale. L’aumento non deve essere inferiore a 250mila euro. Previsto uno sconto fiscale fino a 2 milioni in tre anni sull’Ires o sull’Irpef per aiutare le ricapitalizzazioni private.

10 miliardi a fondo perduto per piccole e medie imprese
Il tetto fissato a 5 milioni di fatturato. I contributi a fondo perduto, accreditati dall’Agenzia delle entrate, sarannoerogati a condizione che le imprese abbiano subito un calo complessivo dei ricavi di almeno un terzo ad aprile rispetto allo stesso periodo del 2019. L’indennizzo è pari al 20% per i fatturati fino a 400mila euro, del 15% fino tra 400mila euro e un milione, e del 10% oltre questa soglia e fino a 5 milioni.
Per fare domanda occorre l’autocertificazione di regolarità antimafia. In arrivo anche un credito d’imposta del 60% sui canoni d’affitto per tre mesi (a condizione che si registri una perdita del fatturato di almeno il 50% nel mese di riferimento) e il congelamento degli oneri fissi sulle bollette fino a luglio.